27 novembre 2009

Aspettando dicembre


Sto andando in ufficio con l'aria di chi sta passaggiando nel braccio della morte. La visibilità è minima, causa nebbia, il che non è poi male, lavorando in zona industriale cancella un po' di quel grigio panorama fatto di tristi capannoni che costeggiano la strada. Di solito l'unica è guardar dritto, verso le montagne che sono sempre uno spettacolo, ma oggi a mala pena riesco a vedere la targa dell'auto di fronte a me. Guardo in alto, e sulla punta di un ramo ormai secco e spoglio di un albero, vedo un piccione grasso che si diverte a dondolarsi, come fa a stare in equilibrio è un mistero, ma si diverte un sacco. Intanto mi accorgo che quello dietro di me si è attaccato al clacson e mi sta guardando come per dire "la solita donna impedita...starsene a casa a fare la calza no?" Non ho la forza neppure di arrabbiarmi. Riparto. Magari tesoro, magari, a casa me ne starei volentieri.
Anche perchè in questi giorni, si dorme poco, ho scoperto che i vicini oltre all'home teatre hanno seri problemi coniugali, quindi se non una, due volte alla settimana andiamo in onda con "C'eravamo tanto amati", primo o poi mi compro i pop corn e chiedo se mi posso sedere in poltrona a godermi lo spettacolo, poi chiedo il rimborso del correttore, che va via come il pane, considerando che al mattino mi sveglio con gli occhi cerchiati come Kong Fu Panda.
Speriamo nel Natale che ormai si avvicina, aspetto le ferie e mi auguro che i sigg. qui vicino riescano a respirarne un po' d'atmosfera, così magari ci riposeremo un po'.

20 ottobre 2009


Ieri sera esco al volo per andare a prendere una cosa che avevo dimenticato in auto.
Una ragazza sta citofonando all'amica che abita nel mio palazzo:
"chi e'???"
E lei risponde:
"il cavallo bianco!...il principe azzurro si e' sentito male"
E all'improvviso dopo giorni riesco a farmi una sonora risata...
Un grazie infinito alla mia scuderia!

07 ottobre 2009

Che tempo che fa


Eccoci qui, nel periodo del grande dilemma:
Metto le calze? Azzardo un pullover di lana? Stivale?
E puntualmente la scelta effettuata, si rivela drammaticamente errata. Giornate che hanno escursioni termiche di 20 gradi, non possono che mettere a dura prova buon gusto e coerenza nel vestire.
Quindi o ti ritrovi con l'ascella pezzata alle 10 del mattino (fantastiche le salviette "No Panic" by Sephora), o con l'unghia blu come l'ultima fan di Marilin Manson.
Il clima cambia, i venti freddi e le giornate più corte alimentano paturnie, scleri e malumori.
L'occhiaia si ripresenta e il viso si ritinge di verdolino e vorresti rinchiuderti dentro casa, per ristanarti in primavera come l'orso Yoghi.

Ma il progetto "Home Sweet Home" per il letargo, di seguito denominato HSH, prevede investimenti imprevisti e altri assolutamente necessari.
Torino, 7 ottobre 09, la TV passa definitivamente al digitale, quindi mi sono trovata costretta a comprare il decoder, resistendo alle pressioni di chi voleva che buttassi il mio splendido televisore cubo anni '90.
HSH arredo: Qual è l'unica possibilità che soddisfa design, portafoglio e scelta? Ikea. Ossia il posto più devastante del mondo.
A) Il delirio di gente. Sempre. A qualsiasi ora.
B) Il montaggio...non ci sono portata. Odio puzzle, modellismo, bricolage...fate voi. Il mio Billy è senza anta da SEI MESI.
C) Se vai perchè devi ricominciare e riarredare ne esci emotivamente distrutto. Sempre che tu riesca ad uscire, nella migliore delle ipotesi, potresti trovarti seduta sul divano dello splendido salottino con i libri finti, della romanticissima casetta riprodotta di 50 mq, per te, il tuo marito, gli splendidi otto bambini e il cane, in lacrime singhiozzante.
HSH provviste: non devono assolutamente mancare: patatine, birra, nutella e Bibanesi
HSH DVD: prevede una scorta di classici, horror e commedione romantiche, per lunghe serate sul divano con a disposizione tutto ciò che hai provveduto ad acquistare al punto sopra.
HSH riviste: rinnovato abbonamento a Vanity.
Quindi direi quasi pronta...E se in primavera si fanno progetti, in autunno si archiviano i ricordi.

03 agosto 2009

Finalmente...


Una canzone può riportarti indietro nel passato e proiettarti nel futuro inaspettatamente. Mille giorni di te e di meeee...
Sistemo gli appunti nella mia mente di questo mese lavorativamente intenso, caldo umido, che sembrava di stare in Vietnam nella stagione dei monsoni, pieno di emozioni e novità.
Arrivare alle vacanze sana e salva è stato arduo. Soprattutto arrivarci senza aver squartato nessuno con le forbici in ufficio e con ancora un posto di lavoro che mi attenderà a settembre. Magra consolazione ma che mi consentirà però, di continuare a pagare affitto, bollette e a comprare le scatolette al piccolo Otto.
Intanto ad oggi, non è ancora confermata la destinazione delle mie prossime due settimane. Ma il club vacanze Piemonte è pronto e in cerca di nuovi adepti, che ci consentirebbero di risparmiare ancora un po'.
Sole Mare è l'obiettivo, con l'aggiunta di un po' di movida per riaccendere il neurone appassitto alla luce del neon, dei tristi open space in cui siamo rinchiusi durante l'anno.
Io ho ricominciato a sentirmi un po' viva. Quindi non rimango impietrita in difesa, ma mi lancio ogni tanto in scattanti dribbling lanciata verso la porta. Goooaaallll.... Fine primo tempo. E come dice sempre il cronista durante la telecronanca, l'arbitro manda i giocatori a bere un the caldo.
Quindi dovremo ancora aspettare il finale, considerando che si potrebbe sempre andare ai supplementari o addirittura ai rigori. Li perdo di sicuro.
La prova costume per quest'anno non mi da problemi, travagli e pensieri hanno asciugato l'adipe in eccesso. Certo si potrebbe ancora rassodare, ma quello lo teniamo come prossimo obiettivo, altrimenti prossimo anno che faccio?
Qualcuno mi aveva detto che comunque prima o poi la pioggia avrebbe smesso di venir giù. Stiamo ancora valutando i danni e calcolando le stime per la ricostruzione, ma sembra che un timido raggio di sole, abbia fatto capolino da dietro le nubi.
Ora devo solo ritrovare la forza e la fiducia. Alla fine sarà così. Ho troppo bisogno di sentirmi viva per non affrontare il rischio. Speriamo che dopo la pioggia non arrivi la siccità. Ma un po' di scorte questa volta le ho fatte.
Vacanze. Riposo, riposo, riposo...e sano star bene. Ne abbiamo tutti bisogno.

23 giugno 2009

Tecniche di seduzione


Non sto parlando del libro di De Carlo, ma dell’ultima gaffe collezionata.
Oggi sono andata a salutare la nonna che partiva per il mare che, come quando ero piccola, mi ha dato i soldini per andare a comprare il gelato nel bar sotto casa.
Il bar sotto casa della nonna, tanto per farvi capire, è il tipico bar dello sport. Chi gioca a carte, l’alcolista che tracanna grappini, l’alternativo con il cane. Entro, si girano tutti e scende il silenzio.
"Tre coppette e un cornetto, grazie."
Devo trovare un modo per evitare l’imbarazzo e gli sguardi. Mentre abbasso gli occhi, vedo il cane. Un amore, occhi dolcissimi, “E’ buono, non ti preoccupare” mi dice il padrone. Lo accarezzo, lui mi annusa, ed è un attimo, si aggrappa alla gamba.
Mi svincolo e pago al volo.
Devo affinare le mie tecniche di seduzione.

12 giugno 2009

Partenze


Scappare dalla routine quotidiana per un week end a Parigi con le amiche, non ha prezzo. L'importante è non dimenticare la carta di credito.

Venerdì mattina. Mi sveglio già con l'ansia, perchè ho ricevuto un raccomandata da ritirare, di quelle che però sai, dal colore, il timbro, che sono portatrici di sventure. Passo dalla posta, e scopro di dover pagare 900 euro di sanzione, per un accertamento fiscale dell'anno 2004. Anno in cui ho percepito un borsa di studio da stagista di ben 7400 euro lordi. Mentre esco dal commercialista piove...sava san dir...governo ladro. Ora mi immagino le ore di lavoro perse, per stanare questo evasore. Viva il precariato e viva l'Italia.
Non importa. Sto per partire per Paris. Sono le 3, mi fiondo a casa e finisco di fare la valigia, il treno partirà fra due ore, la lavatrice ha finito, stendo e poi mi rilasso un secondo.
Aprò l'oblò, e lo tsunami mi travolge. Filtro otturato. Risultato, trascorro le successive due ore ad asciugare il pavimento del bagno e del corridoio che alla fine dell'operazione è lucido come il Salone degli specchi di Versailles, nell'aria una fragranza di Coccolino penetrante, insomma, l'incenso al patchouli è sicuramente più d'effetto, ma posso volare in stazione.
La mia compagna di viaggio mi aspetta, un caffè e saltiamo sul TGV. Arrivo previsto in tarda serata. Abbiamo posti distanti prenotati, ma corrompiamo il nostro vicino con sorrisi e occhi da gatte, lui si sposta, ringrazia e se ne va. Girls power.
Nel vagone ristorante un quarantenne toscano tiene banco, raccontando le sue esperienze mondane. Intercala le frasi, con parole con smaccato accento anglosassone. Sostiene di parlare americano fluente. Attacca bottone chiedendo: "do you speak English? Italiano?". Ci guardiamo. Facciamo finta di non capire. Ci avviciniamo al bancone per un caffè. L'addetto, occhialini, sguardo truce, impreca al telefono."Li ammazzo tutti! Tutti! donne, vecchi, bambini!!! Sono solo numeri, posti a sedere". Ci guarda. Attacca. Psyco è tutto nostro.
Ritorniamo a sederci. Il viaggio vola e siamo in prossimità dell'arrivo. Tiro giù la valigia e mi accorgo che il ragazzo di fronte a me, mi guarda come se avesse visto un'apparizione. Sguardo fisso, mezzo sorriso, aria sognante. Mi guardo in giro. Si, si, guarda proprio me. Faccio l'aria indifferente. Mi piego a prendere la borsa e scopro di avere metà reggiseno in vista. Mi sistemo. Niente da fare, gli ultimi dieci minuti di viaggio li passo con il mio fan in adorazione. 1000 punti di autostima.
L'hotel nel quartiere Marais è carino, tutto mignon. Ingresso, camere, ascensore, bagno. Li ci riuniamo con le altre due amiche di avventure. Non le conosco, ma raramente mi è capitato di essere così rilassata in un viaggio con altri. Il sabato piove e fa freddo, ma per la prima volta riesco a godermi Parigi. Shopping, buon cibo, tempi dilatati. Nota di redazione: anche Obama è in città.
La sera ci imbuchiamo ad una inaugurazione di un appartamento vista Louvre, 180 metri quadri, di un giovane architetto italiano. Ci fermiamo poco, il tempo di vedere, curiosare, appartenere per un attimo a quel mondo così trendy e fashion. Ma le dodici ore di camminata pesano, o forse l'età, o forse...non indaghiamo, è sicuramente stanchezza. La domenica spunta anche un po' di sole. Scopriamo Belville e i Quais. Passeggiamo, compriamo formaggi e patè. Dobbiamo rientrare. Nessuna voglia. Pensiamo già alla prossima meta: Instanbul. In autunno.
In Italia si vota. Mi viene l'ansia, avevo deciso di non farlo, ma per me è peccato mortale. Rientrati a Torino riprende la corsa. Ho solo un ora. Alla fine ci riesco. Mi sento bene.
Saluto con le lacrime gli ultimi 14 anni. Non riesco a dire nulla. Non saprei cosa. E' un sapore dolce amaro.
Entro in casa, il profumo di ammorbidente mi avvolge e mi faccio una lunga doccia. Sono pronta a ripartire...

11 maggio 2009

Donne sull'orlo di una crisi di nervi


zzzzzzzzzzzz....nella mia testa, in continuazione. Non riesco a smetterla di pensare. E se, ma poi, e dunque. Penso sia la fase preliminare alla pazzia. Non parlo ancora da sola ad alta voce, ma solo perchè ho la scusa di farlo con il mio gatto. Sono completamente azzerata. Come se dovessi ricominciare tutto da capo.
Di nuovo? Dall'inizio?
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura.
Ora capisco a che si riferiva?
Devo dire che la casa è un gioiellino anche se sabato, alle 22 nel mio lettone ho scoperto che la sala dei vicini è adiacente alla camera da letto, e che probabilmente per Natale, si sono regalati l'home teatre.

Rattattattaratttata. Rattattattaratttata.
Ora non so che film stessero vedendo, ma ogni 5 minuti iniziava la rappresaglia. Io e Otto abbiamo passato mezz'ora da incubo, pensando di essere finiti a Little Italy. Alla fine mi sono infilata l'iPod nelle orecchie. Diana Krall. E mi sono immaginata ad una festa di ricchi avvocati a New York. Un po' Ally McBeal. Salvo poi sognare mosche e calabroni morti, che galleggiavano in un secchio d'acqua, nella mia camera d'albergo.
In realtà in una camera d'albergo ci sono stata. In Inghilterra per lavoro. Arrivo alle 23.30, cerco di prelevare, ma la carta non funziona. Guardo fuori. Aeroporto Birmingham Intl deserto. Due taxi. Mi sono già vista con la mia trolley a piedi nella campagna inglese. Invece miracolosamente accettavano VISA. Madam 10% more. Ma non si preoccupi my dear. Rientro il giorno successivo.
Ora non so se capita solo a me, ma qualsiasi volo io prenda, regionale, intercontinentale, di linea, charter, finisco sempre sul posto sull'ala. Non me lo spiego, ma per chi come me è paranoico ha i suoi vantaggi. Exit, molto vicina e puoi tenere d'occhio i motori.
Per il resto niente da segnalare. Insomma, anche la Veronica non se la sta passando bene è sta affrontando una separazione. E lei ha anche dei figli. Bisogna sempre guardare chi sta peggio di noi.